Risotto alla birra con salsiccia e radicchio

riso salsiccia e radicchio

Dopo tanti piatti light, mi sembrava doveroso proporvi una portata bella sostaziosa, di quelle che piacciono a me!

La ricetta è presa paro paro dal sito Giallo Zafferano.

Ingredienti:

  • 200/250 gr di riso (io uso il carnaroli)
  • Radicchio veronese o trevisana (quantità a piacere)
  • 200 gr di salsiccia gentile
  • una cipolla
  • un bicchiere di birra rossa (io uso la moretti e non ci sta male, ma se provate con una birra belga è il top)
  • Brodo
  • Formaggio grattugiato
  • pepe

Preparazione:

Tagliate finemente la cipolla ed il radicchio.

Togliete la salsiccia dal suo budello e sgranatela con una forchetta.

In una padella capiente (io uso il solito wok), fate rosolare la cipolla per qualche minuto, poi aggiungete la salsiccia, che farete rosolare per bene e infine il radicchio.

Trascorsi dieci minuti, unite il riso e fatelo tostare a fiamma medio-alta.

Fate sfumare con la birra e procedete la cottura del risotto, unendo il brodo poco per volta e continuando a mescolare.

A cottura ultimata date una spolverata di formaggio grana, una di pepe, mescolate bene e servite.

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Merluzzo e radicchio al cartoccio

Merluzzo al cartoccio cotto

L’idea per questa ricetta mi è venuta durante le vacanze di Natale, perchè dopo i bagordi natalizi cercavo qualcosa di leggero da preparare, ma in casa avevo solo merluzzo (che odio) e radicchio.  Ho pensato “proviamo a metterli insieme e vediamo che succede!” e così ne è nato un piatto semplicissimo  e buono anche per chi come me non ama molto il merluzzo.

Ingredienti:

  • Merluzzo surgelato
  • Radicchio trevigiano
  • prezzemolo
  • olio

Preparazione:

Come vi dicevo, è molto semplice: prendete la stagnola e mettetela sulla placca da forno, formando una croce, adagiatevi il merluzzo ancora surgelato, il radicchio, il prezzemolo e un cucchiaino da caffè di olio (io non ho messo sale, per farlo ancora più dietetico, voi se volete potete metterne un pizzico)

Merluzzo al cartoccio crudo

Chiudete bene e fate cuocere a 180° per 40 minuti.

Letture Natalizie (dicembre)

Come vi accennavo pochi giorni fa, a dicembre mi sono dedicata alle letture a tema, sperando di recuperare lo spirito Natalizio e la voglia di festeggiare il Natale, ma il risultato è stato piuttosto deludente.

Insieme al “mio” gruppo di lettura, ho (abbiamo) deciso i titoli di alcuni racconti e stabilito una tabella di marcia, a partire dalla prima metà di dicembre, fino alla Befana.

Pensavo che sarebbe stato carino vedere autori che di solito apprezzo cimentarsi in questi racconti brevi e dato che il tema generale era sì il Natale, ma si trattava pur sempre di “gialli” pensavo che ci sarebbe stato da divertirsi . Niente di più sbagliato! Li ho trovati tutti di una noia mortale.

Questo non fa altro che confermare la mia teoria secondo la quale anche l’autore migliore si perde a dover condensare la trama in racconti di poche pagine. Non c’era suspance, il ritmo delle storie era lento, insomma un disastro su tutti i fronti.

Gli unici che ho salvato sono stati Bianchini (che se avrò tempo recensirò a parte), Vitali e l’intramontabile Dickens che comunque erano romanzi a se stanti.

Ma analizziamoli uno per uno.

regalo di natale Regalo di Natale. Grossa delusione, in questo caso, è stata la Giménez-Bartlett che ci ha abituati alle sue storie simpatiche e ricche di suspance che in poche pagine catturano il lettore e lo invogliano a continuare la lettura e che invece si è “presentata” con una storia senza capo nè coda, finita prima ancora di iniziarla, con un intreccio banale e scontato. Se non avessi già letto altri romanzi di questa scrittrice l’avrei bollata come “incapace” e non avrei mai più letto niente di suo.

Altro pesantone James.. il suo racconto era così tremendo che nè io nè gli altri miei compagni di lettura siamo riusciti a terminarlo.

Bella invece la storia di De Giovanni e della sua Gelsomina Settembre per la quale spero che creerà una serie ad hoc perchè come personaggio è ironico e di spessore e sarebbe bello leggere altre sue avventure.

Carino anche Mavaldi, che inserirò tra gli autori da scoprire. I vecchietti del Barlume, pettegoli di professione che per un giorno si improvvisano detective, sono veramente simpatici e mi hanno fatto venire voglia di conoscerli di più. La storia non è male e la cadenza toscana con cui è scritta mi ha fatto ridere, per cui voto positivo!

La “Casa di Ringhiera” di Recami è leggibile, anche se non mi ha suscitato grandi emozioni, idem per il giallo di Manzini.

In sostanza, se volete leggerlo, vi consiglio Mavaldi e De Giovanni, mentre potete saltare benissimo gli altri.

natale in gialloUn Natale in Giallo. Anche in questo caso ritroviamo alcuni degli autori citati precedentemente alle prese con una serie di racconti gialli e anche in questo caso ne salviamo ben pochi.

I due che mi sono piaciuti sono stati quello di Mavaldi (ritroviamo infatti i vecchietti e il barista del Barlume) e quello della Giménez-Bartlett.

Un 6 – – lo diamo a Recami. Gli altri da dimenticare!

come fu che babbo natale Come fu che Babbo Natale sposò la Befana. l’ho trovato invece carinissimo.

Il Piccolo Tom è in crisi, perchè una sua compagna di classe odiosissima gli rivelato che Babbo Natale non esiste e lui non sa più a cosa pensare. Si rivolge ai propri genitori e li trova combattuti trala voglia di dirgli la verità e il desiderio di non interrompere bruscamente i suoi sogni.. Così, non convinto dalla risposta di suo padre, decide di indagare per conto proprio e nei giardini che percorre per recarsi a scuola scorge un uomo con il giaccone rosso e la barba. Vuoi dire che è proprio Babbo Natale? Da qui si sviluppa questo racconto simpaticissimo, che può essere considerato un romanzo per ragazzini, e di fatto lo è, ma che viene letto con piacere anche da noi adulti, perchè ci porta ad una dimensione di fiaba e ci ricorda l’atmosfera “romantica” che avvolgeva il nostro Natale di bambini.

Canto di natale.pgHo sempre visto con piacere tutti i film tratti da questo romanzo di Dickens, ma  non lo avevo mai letto. Visto che quest’anno come umore mi sentivo molto Mr. Scrooge, ho pensato fosse venuto il colmare la lacuna.

E’ talmente conosciuto che penso sia inutile recensirlo.

Se come me avete voglia di ritrovare lo spirito del Natale, se avete voglia di immergervi in un’atmosfera di altri tempi che vi aiuti a ricordare che la gioia la si trova nelle piccole cose, beh, rileggetelo!

Tacchino ai peperoni con riso basmati

Tacchino ai peperoni

Il brutto di essere a dieta (anche se per fortuna la mia non è una dieta eccessivamente restrittiva) è la difficoltà di combinare l’esigenza di mangiare sano, con la voglia di qualcosa di gustoso. Inoltre, dato che bene o male i cibi consentiti sono quelli, più di tanto non si può variare, quindi si rischia di annoiarsi e concedersi degli sgarri.

Ieri ero nervosa, altro elemento di rischio, così per evitare di buttarmi sui cioccolatini, sono andata in cucina e mi sono messa a cucinare con quello che avevo in casa. Ne sono venuti fuori due piattini niente male.

Ingredienti:

  • 300 gr di tacchino (o pollo, se preferite)
  • mezza cipolla
  • 2 peperoni
  • una decina di pomodori ciliegini
  • 200 gr di riso basmati
  • sale
  • peperoncino
  • dado
  • olio
  • vino bianco

Preparazione:

Io ve la dico così come l’ho preparata, perchè essendo una ricetta inventata sul momento ho buttato lì gli ingredienti man mano che mi venivano in mente.

Ho tagliato grossolanamente la cipolla e l’ho messa nel wok con un cucchiaino da caffè di olio.

Mentre stufava ho tagliato il peperone a quadrotti, mettendolo in padella poco alla volta (per intenderci, tagliavo e “sbattevo dentro” senza aspettare di averlo tagliato tutto) dando una mescolata ogni tanto per evitare che si attaccasse.

Ho aggiustato di sale, poi ho pensato che non ci sarebbero stati male due pomodorini, così ho tagliato in 4 quelli che avevo in casa e li ho uniti al resto, tenendo la fiamma medio-alta.

A quel punto ho aggiunto poco peperoncino, ho dato una mescolata e mentre il peperone finiva di cuocere ho tagliato a bocconcini il tacchino e l’ho messo nel wok.

Ho rosolato il tacchino pochi minuti, poi ho aggiunto un bicchiere di vino bianco e ho alzato la fiamma per farlo evaporare.

Ho cotto il tutto una quarantina di minuti, aggiungendo acqua calda con pochissimo dado sbriciolato quando mi sembrava che il peperone stesse asciugandosi troppo.

Nel frattempo ho bollito l’acqua, ho salato e lessato il riso basmati per 12 minuti.

Infine ho fatto una cosa fighissima (fighissima per me che sono imbranata nell’impiattamento, per voi sarà una cosa normale): ho versato il riso in uno stampo in silicone, l’ho tenuto in forma pochi minuti e poi l’ho girato nel piatto.  Risultato spettacolare!

(Del resto ho più stampi in silicone che capelli in testa, in qualche modo dovrò pur usarli!)

Il Tempo si è fermato

Quando una persona a cui vuoi bene scompare, provi un dolore come non lo hai mai provato prima, ti senti disperato e vorresti che il mondo si fermasse un attimo per aiutarti a metabolizzare la perdita, ma purtroppo questo non succede mai.  Devi continuare a vivere, andare avanti, lavorare e in periodi come questo festeggiare pure il Natale, anche se l’ultima cosa che vorresti.

Il mondo in fondo non ti aspetta, se ti fermi resti indietro e in ogni caso, stare in casa a piangerti addosso non servirebbe a riportarti quella persona, quindi avanti the show must go on.

L’unica cosa che posso e mi sono sentita di fare è stato fermare almeno il Blog. Avevo bisogno di silenzio, di raccogliere le idee, di curare la ferita e il lutto è un tipo di dolore che non puoi curare mangiando (e neanche leggendo se è per questo).

Quindi, il mio mondo personale, fatto di piccole cose, di piccole gioie quotidiane si è fermato e ora riprende, ma a rilento e con fatica.  Si è creata una spaccatura dentro di me e non sono più la stessa persona che ero fino al 15 dicembre scorso.

Tutto questo per spiegare sia la prolungata assenza (e la mancanza quindi di tutte quelle ricettine in tema natalizio che avevo in programma e che poi non mi sono sentita di fare), sia le letture cosiddette di Natale, che recensirò e con cui ho cercato di stordirmi in questi giorni neri.

Speravo di ritrovare lo spirito Natalizio, ma forse ho sbagliato a cercarlo nei libri, dovevo cercarlo nel calore delle persone che mi vogliono bene.

Vi lascio con una poesia di Alda Merini e con un video per me significativo, che spero di riuscire a caricare.

Da domani riprenderò la mia solita routine, torneranno ricette e libri, ma per oggi consentitemi di fermarmi ancora un attimo.

Ho bisogno di silenzio
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina

disorientate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

Liebster Award

liebster_award_blogBuongiorno a tutti!! Torno temporaneamente su questi schermi, dopo un periodo veramente nero in cui non ho avuto tempo per aggiornare il blog (e neanche per cucinare, se è per questo) per ringraziare Clara che nel suo Blog Generazioni in cucina mi ha omaggiata di questo simpaticissimo premio.

Devo dire che mi ha fatto piacere, dopo un po’ di tempo che non entravo qui, trovare il suo commento e leggere il suo articolo.  Significa che anche se non scrivo quotidianamente, qualcuno si ricorda di me e questo fa sempre piacere.

Mi accingo quindi anche io a premiare alcuni dei miei Blog preferiti.

Di seguito le Regole per i vincitori:

  • Ringraziare il blog che ti ha nominato e assegnato il premio
  • Rispondere alle undici domande richieste dal blog(ger) che ti ha nominato/a
  • Scrivere 11 cose che parlano di te
  • Formulare le tue 11 domande per i blogger che nominerai
  • Premiare a tua volta 11 blog con meno di 200 followers
  • Informare i blogger del premio assegnato

Risposte alle Domande di Clara:

  1. Per uno spuntino: pane e salame o torta della nonna? Pane e salame tutta la vita!
  2. Cosa ami cucinare? Il pesce
  3. Qual è il tuo frutto preferito? le ciliegie
  4. Fuori fa freddo cosa preferisci bere per scaldarti? Un the caldo ovviamente, meglio se aromatizzato alla cannella
  5. Materia più amata a scuola? (10+ a chi dice matematica ;)… scherzo) se la giocavano italiano e francese
  6. Cane o gatto? gatto
  7. Quale animale vorresti essere? uno squalo
  8. Cosa leggi volentieri? Thriller
  9. Film al cinema o sul divano? eh in questo momento mi godo volentieri il relax sul divano
  10. Di quale libro o film vorresti essere il/la protagonista? così di getto mi viene da dire Il piccolo Principe
  11. Qual è il tuo desiderio nel cassetto? In questo periodo mi va tutto talmente male che anelo  la serenità

Le mie domande:

  1. Se potessi essere un personaggio famoso chi sceglieresti?
  2. Carriera o famiglia?
  3. Il tuo peggior difetto?
  4. Il tuo film preferito?
  5. Il tuo cantante preferito?
  6. Quando da bambina ti chiedevano cosa volevi essere da grande, cosa rispondevi?
  7. Dolce o salato?
  8. Cosa ti piace fare quando sei da solo?
  9. Il piatto in cucina che proprio non ti viene bene?
  10. Il piatto invece che ti riesce meglio?
  11. Se fossi un dolce quale saresti?

11 Cose su di me:

Ma non vi siete già stancati di sentirmi??

  1. Amo il mare
  2. Adoro i girasoli
  3. Sogno di avere un gatto tutto mio
  4. I capelli sono il mio tallone d’achille
  5. Porto spesso minigonne cortissime
  6. Ho una passione smisurata per le borsette
  7. Colleziono teiere giapponesi
  8. Sono molto affettuosa e coccolona
  9. Sono permalosetta
  10. Colleziono polipi
  11. Se fossi un dolce sarei un salame di cioccolato:  semplice ma gustoso

E ora arriviamo alle nominations:

  1. Premio sempre la mia seguace preferita, la più “fedele” e simpatica delle mie lettrici che è Loredana
  2. Le simpaticissime La Cucina Psicola(va)bile di Iaia & Maghetta Streghetta
  3. La bravissima Silvia
  4. http://briciolanellatte.com
  5. Il Blog della mia amica Michela che è veramente bravissima e cucina cose stupende
  6. http://assaggi-incucina.blogspot.it/
  7. Daniela che ho conosciuto all’artigiano in fiera e fa delle creazioni bellissime
  8. La ragazza con la valigia
  9. http://vitavaricolori.altervista.org/
  10. http://sodifferentblog.wordpress.com

  11. http://www.ricettedellanonna.net/

Zuppa ai cereali misti con speck, verza e peperoncino

Zuppa di cereali misti

Nel mio supermercato di fiducia hanno un vasto assortimento di cereali e  questo mi permette di dare libero sfogo alla mia fantasia e di inventare ogni volta una ricettina diversa e sfiziosa.

E cosa c’è di meglio, con questo inverno alle porte, di una bella zuppetta piccante per riscaldare gli animi e risollevare l’umore?

Ingredienti:

  • 250 gr di cereali misti (farro, lenticchie, orzo, miglio, avena)
  • 50 gr di speck a dadini
  • 1 spicchio d’aglio
  • cipolla
  • peperoncino
  • 4 o 5  foglie di verza
  • 200 gr di polpa di pomodoro
  • 2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Sale
  • pepe

Preparazione:

Fate imbiondire l’aglio in un cucchiaio di olio. Unite la cipolla, lo speck, il peperoncino e fate cuocere per 5 minuti. Aggiungete la salsa di pomodoro, aggiustate di sale e pepe e poi unite i cereali che avrete precedentemente lessato per quindici minuti in un litro di acqua.

A parte lessate le foglie di verza per pochi minuti, tagliatele a striscioline e mettetele nel sugo.

Aggiustate di sale, pepe e peperoncino, cuocete altri 5 minuti e poi servite con crostini di pane.

Nella foto allegata, avevo tagliato a striscioline il mio Pane ai pomodori secchi e lo avevo unito alla zuppetta.

Risultato Divino!

Serie: Agatha Raisin e la Quiche Letale

beaton-quiche

Autore: M. C. Beaton

Editore: Astoria

Anno: 2011

Quest’estate, in uno dei tanti gruppi di lettura presenti su facebook, ho sentito parlare di questa scrittrice, definita “la nuova Agatha Christie” e mi sono incuriosita perché è stato proprio con i gialli di Agatha Christie che da ragazzina mi sono appassionata alla lettura. Ho pensato “devo leggerla”, ma avevo altre letture in programma, mille altre cose da fare e me ne sono quasi dimenticata.

Quando a fine ottobre, oppressa dall’odiatissimo blocco del lettore, ho scartabellato tra i libri in stand-by alla ricerca di qualcosa di leggero con cui occupare la mente, mi sono ricordata di questa serie e mi sono detta perché no, proviamo.

I libri in tutto per ora sono 8 e ho cominciato dal primo, che ho divorato in un giorno.

Certo lo stile non è proprio come quello della Christie, però capisco che possa ricordarla, perché le storie sono ambientate in una piccola cittadina di campagna, dove tutti si conoscono e le avventure che capitano alla protagonista potrebbero essere paragonate a quelle di una Miss Marple dei nostri giorni.

A differenza di Miss Marple, però Agatha Raisin è tutto tranne che un’amabile vecchietta, anzi! E’ egocentrica, determinata, e per ottenere quello che vuole non disdegna di usare mezzi non sempre leciti.

Appena trasferita a Carsely da Londra, dove ha chiuso la sua rinomata agenzia di pubbliche relazioni, Agatha fatica ad ambientarsi: in paese si conoscono tutti e i forestieri non sono visti di buon occhio. Inoltre, l’aver rubato la donna delle pulizie alla sua antipaticissima vicina e il suo modo di fare non proprio simpatico, non la aiutano ad ottenere consensi nel villaggio.

Decisa più che mai a cambiare questa situazione, si iscrive ad una gara di cucina. E’ convinta infatti che se vincerà la gara, diventerà automaticamente popolare e la gente del paese la rispetterà. Peccato che non sappia cucinare!!! Così, pensando di non essere scoperta, si reca in una nota rosticceria di Londra e acquista una quiche agli spinaci da presentare al concorso, spacciandola per sua.

Ma la fortuna non è dalla sua, perché oltre a non vincere la gara, la sua quiche provoca la morte di uno dei giudici e le aliena ulteriormente le simpatie dei suoi vicini.

Agatha però non si arrende: aiutata da un egocentrico ex collega, venuto per farle compagnia, e decisa a riabilitare la sua persona, si mette ad indagare sull’omicidio e, dopo una serie di incidenti e situazioni al limite del surreale, scopre l’assassino.

Giallo leggero, ironico, simpatico.

Lettura poco impegnativa, adatta al periodo che sto vivendo.

Voto: 7

Bigné salati gorgonzola e philadelphia

bignè salati

Questa  ricetta è uno dei must di mia mamma ed io gliel’ho rubata per far bella figura alle cene 🙂

Solitamente preparo i bigné la sera prima di una cena e li riempio il giorno dopo.  Il ripieno è a piacere, ma noto che quelli che vanno di più sono quelli con la salsa boscaiola (già pronta) oppure con questa salsina allo zola.

Ingredienti:

Per i bignè:

  • 100 gr di burro
  • 250 ml di acqua
  • 150 gr di farina
  • 4 uova
  • 1 pizzico di sale
  • un cucchiaio di latte

Per il ripieno:

  • 100/150 gr di gorgonzola
  • 2 cucchiai abbondanti di philadelphia light
  • noci e/o olive verdi

Preparazione:

In un pentolino mettere a scaldare il burro con l’acqua e mescolare fino a che non si è sciolto bene e l’acqua comincia a bollire

Togliere dal fuoco e aggiungere la farina a pioggia, senza smettere di mescolare.

Rimettere sul fuoco e mescolare con vigore per una decina di minuti, fino a quando il composto non raggiunge un colorito giallino e una consistenza piuttosto densa.

A questo punto togliere dal fuoco, lasciare intiepidire e poi aggiungere le uova, una alla volta, mescolando.

Ricoprire la placca del forno con la carta da forno, prendere un cucchiaio, inumidirlo con l’acqua e poi prelevare parte del composto e adagiarlo sulla carta da forno. Le dimensioni non devono essere tanto grandi perchè col calore si gonfieranno.

Cuocerle a 180 ° per 30/40 minuti.  Vi accorgerete che sono pronti quando saranno dorati e belli gonfi.

Per il ripieno mescolate in una terrina il gorgonzola con il philadelphia e amalgamate il tutto aiutandovi con una forchetta. Le quantità dipendono da quanto vi piace il sapore dello zola. A me piace tanto, per cui abbondo. Se vi sembra troppo denso potete stemperare con poco latte.A piacere potete tritarci dentro delle noci o delle olive verdi o ancora dei pistacchi.

Quando i bignè saranno freddi dovrete tagliare un “cappellino” con il coltello e riempirli.

Metteteli in frigorifero qualche ora prima di servirli.