Recensione: L’altra Donna del Re

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Autore: Philippa Gregory

Editore: Sperling & Kupfer

Anno: 2008

Mi sono interessata a questo libro perchè il film mi è piaciuto moltissimo e perchè adoro le storie che prendono spunto da fatti realmente accaduti. Il fatto il poi che fosse a sfondo storico ha aggiunto quel pizzico di “magia” in più che me lo ha fatto divorare fino all’ultima pagina.

Il romanzo è ambientato nel sedicesimo secolo, in Inghilterra, alla corte del Re Enrico VIII e narra la storia di due sorelle, Anna e Maria Bolena, che, spinte dall’ambizione della propria famiglia, vengono gettate prima l’una e poi l’altra tra le braccia del Re.

Detto così è riduttivo.

Dovete immaginare queste due sorelle, una ambiziosa, sicura di sè, caparbia, l’altra più timida, insicura, remissiva che si vogliono bene e non sanno fare a meno l’una dell’altra, eppure sono in continua competizione. E in mezzo a loro George, un fratello amatissimo da entrambe, che cerca di fare da paciere, assecondando di volta in volta i capricci della sorella “favorita”, ma senza mai dimenticarsi di sostenere anche l’altra, per non farla sentire trascurata.

Chi di noi ha una sorella, specialmente se più grande di età, può ben capire cosa significhi vivere costantemente nella sua ombra, combattuti tra ammirazione e affetto da un lato e voglia di emergere e distinguersi dall’altro.

Immaginate poi quanta competizione ci deve essere e quanta tensione, se entrambe le sorelle cominciano ad interessarsi allo stesso uomo!

La storia racconta che Enrico VIII, ossessionato perchè la moglie Caterina D’Aragona non riesce a dargli un figlio maschio che erediti il Regno, comincia a guardarsi intorno, tra le dame di compagnia della Regina, per individuare una possibile amante.

La famiglia Bolena, nella speranza di ottenere favori e crescere socialmente, decide di sfruttare al massimo la situazione e manda avanti la loro secondogenita Maria, già sposata (matrimonio combinato ovviamente) a William Carey, amico del Re.

Inizialmente le cose sembrano andare bene: lei, grazie anche ai consigli della sorella Anna, appena rientrata dalla Francia, diviene la favorita del Re e in breve tempo la sua amante. Gode di un momento di fama straordinario, il Re le regala gioielli, appartamenti e la sua famiglia ottiene terreni e benefici.

Quando scopre di essere incinta è al colmo della felicità, perchè lei il Re lo ama davvero e sogna un futuro insieme a lui. Questo forse è il suo primo errore, il secondo è quello di sottovalutare le ambizioni della sorella e la mancanza di scrupoli dei propri familiari che non esistano a farla “rimpiazzare” quando si accorgono che l’interesse del Re nei suoi confronti comincia a scemare.

Sono infatti il padre e lo zio di Maria che durante la sua seconda gravidanza incoraggiano la sorella ad attirare l’attenzione del Re per fare in modo che in caso di cambiamenti nelle sue preferenze, sia sempre una Bolena a restare al suo fianco per non danneggiare la famiglia.

Solo che Anna ha delle mire alte, non si accontenta di essere la sua beniamina e la sua amante, vuole diventare sua moglie, vuole essere acclamata come Regina d’Inghilterra.

Comincia così a lavorare di astuzia, per attirarlo sempre di più nella sua rete: gioca al gatto col topo. Un momento prima sembra desiderarlo, un attimo dopo si ritrae. Lo provoca fino a farlo impazzire di desiderio e poi gioca a fare la pudica. Lo tiene sulle spine con sagacia, convincendolo che l’unico modo per averla è ripudiare sua moglie e sposare lei.

Il Re si adopera per fare in modo che il matrimonio con Caterina d’Aragona venga annullato, con manovre non molto pulite che dureranno anni e termineranno con l’allontanamento della regina dal palazzo.

Così facendo si compie il destino di Anna che diventa sì Regina, ma attira su di sè le antipatie e l’odio del popolo.

La gente si rende conto che se perfino la Regina d’Inghilterra può essere ripudiata dal marito e il loro matrimonio annullato, attraverso leggi create ad hoc per ottenere i propri scopi, allora nessuno è più al sicuro.

Quando poi nemmeno lei riesce a dare al Re un erede maschio, ma anzi,dopo aver partorito una figlia femmina, continua ad avere un aborto dietro l’altro, i suoi rapporti con Enrico diventano sempre più tesi e lui comincia a rivolgere le proprie attenzioni verso Jane Seymour, una cugina appartenente alla famiglia rivale.

Presa dal panico, Anna compie gesti non proprio edificanti: brucia un neonato nato morto, consulta una strega per abortire il bimbo che porta in grembo e che non sente più muoversi dentro di lei e arriva a compiere l’atto peggiore, diventando l’amante del fratello.

Nel frattempo fra il popolo comincia a spargersi la voce che Anna appartenga alla stregoneria e questo spinge Enrico ad assumere una balia spia che quando lei partorisce un neonato morto e deforme, glielo va a riferire, come conferma dei suoi sospetti.

Tanto basta al Re per farla accusare di adulterio e stregoneria e farla rinchiudere nella Torre di  Beauchamp.

Oltre a lei vengono arrestati anche alcuni uomini, tra cui suo fratello, accusati di essere i suoi amanti.

La Corte della Corona si pronuncerà contro di loro e li farà giustiziare nel prato davanti alla villa.

Stessa sorte toccherà ad Anna, che verrà giustiziata nonostante le promesse del Re di concederle il perdono a patto che accetti di annullare il suo matrimonio con lui e andare in esilio.

Ma dove abbiamo lasciato Maria? La sorella remissiva che per accontentare le brame della famiglia è diventata la puttana del Re e poi è stata dimenticata da tutti?

Beh lei si è rifatta una vita in campagna e direi che tra tutti i Bolena è stata quella che ha fatto la scelta migliore.

Già dopo la prima gravidanza Maria aveva capito di non essere portata per la vita di Corte e aveva deciso che se le cose con il Re fossero andate male, si sarebbe recata nella tenuta di campagna della famiglia e avrebbe vissuto di quello, occupandosi dei lavori manuali a lei più congegnali, e crescendo sua figlia in semplicità. Quando poi ha avuto Enrico, il suo secondogenito, il pensiero di lasciare la Corte si è fatto via via sempre più vivido, ma i doveri verso la propria famiglia e la paura che ribellandosi avrebbe perso la possibilità di rivedere i suoi figli, l’avevano sempre frenata. E’ stato quando ha conosciuto William Stafford e si è innamorata di lui che ha trovato il coraggio di lasciare la corte e seguire i propri desideri.

Come dicevo, la scelta si è rivelata la più saggia, perché quando l’ira del Re si è abbattuta sui suoi fratelli e la sua famiglia è caduta in disgrazia, lei si è potuta tenere a distanza e condurre la vita che aveva sempre sognato insieme ai suoi figli.

Quello che emerge da questa lettura è la poca considerazione che si aveva della donna all’epoca. La si usava nei giochi di potere per ottenere favori, non ci si preoccupava dei suoi sentimenti e addirittura si arrivava a spingerla a diventare un’amante se questo conveniva alla famiglia. Quando poi non serviva più allo scopo, la si sostituiva con un’altra.

Ciò nonostante sono proprio tre donne ad essere protagoniste in questa storia:

  • Maria sottomessa ed ubbidiente e considerata sciocchina dai propri familiari che però quando si è trattato di decidere per la propria vita ha saputo compiere la scelta più saggia andando controcorrente;
  • Anna, ambiziosa e determinata che con malizia e astuzia ha saputo ottenere quello a cui molte altre ambivano ma che poi è caduta vittima dei suoi stessi giochi
  • Infine la Regina, che nonostante i capricci ed i tradimenti del marito, nonostante si sia cercato di infangare la sua persona inventandosi accuse inesistenti, non ha mai perso la propria dignità e il proprio coraggio

Quelli che sicuramente non escono bene sono le figure maschili.

Il Re capricciosissimo e incostante, gli zii e il padre delle Bolena cattivi e manipolatori, lo stesso George vittima delle sue stesse passioni non è mai riuscito ad imporsi, sempre vittima dei capricci di una o dell’altra sorella, mai in grado di decidere qualcosa per sé.

Per farla breve tanto nei romanzi, quanto nella vita, le Donne sono sempre le migliori 🙂

Voto: 9

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Un commento su “Recensione: L’altra Donna del Re

  1. Vero. Concordo con la chiusura finale della tua recensione.
    Maria Bolena, per quanto disprezzata e bollata come puttana del Re, ha poi conservato la propria testa, portandola via dalla corte, e morendo di cause naturali, vivendo una vita che si era scelta. In quei tempi, questo non è un risultato da poco. Soprattutto se consideriamo che Enrico VIII aveva il boia facile…persino Katherine Parr, l’irreprensibile e resistente, deve aver passato momenti d’inferno, non sapendo fino all’ultimo se poteva tenere la testa nella sua sede naturale, senza lasciarla su un ceppo, alla merce di tutti.

    Anna non ha avuto la forza di reggere tutti gli intrighi che ha intessuto, e la pazienza di aspettare…anche la sua vita, per quanto ricca e potente, dev’essere stata un inferno di angoscia e incertezza.

    Sì, Maria, la puttana e la sventata, ha fatto la scelta migliore e più lungimirante. 🙂

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