Recensione: 19 minuti

19_minuti

Autore: Jodi Picoult

Edizione: Corbaccio

Anno: 2008

Questo è un libro che fa riflettere sul bene e sul male e sul fatto che non sempre chi compie un gesto orribile può essere considerato un mostro e soprattutto non sempre le presunte vittime sono innocenti fino in fondo.

19 minuti è il tempo che ci ha messo Peter Houghton, timido e sottomesso ragazzo di 17 anni ad imbracciare pistole e fucili e a compiere una strage presso la sua scuola, uccidendo dieci compagni e ferendone altri diciannove.

Un gesto premeditato, crudele, compiuto a mente fredda da una persona senza scrupoli.. eppure se ci fermiamo un attimo ad osservare la storia dietro alle apparenze e proviamo ad ascoltare anche la voce del protagonista, ci accorgiamo che non è tutto come sembra.

Scopriremo che Peter era un emarginato, preso di mira e deriso fin dal primo giorno di asilo, scopriremo come i ragazzi uccisi lo avessero vessato e umiliato fino a farlo “esplodere”.

Difficile provare empatia per queste “vittime” che non si sono fatte scrupolo di sfotterlo, picchiarlo, chiamandolo “frocio” o sfigato e portandolo addirittura ad avere dubbi sulla propria identità sessuale.

Difficile non provare pena e dispiacere per questo ragazzo che ha cercato tutta la vita di essere accettato dai propri coetanei, senza mai riuscirci.

Alla fine quello che lui voleva era essere accettato dal gruppo, sentire di far parte di qualcosa e quando anche la sua migliore amica, Jodi Cormier, l’altra protagonista di questa storia, gli  volta le spalle, qualcosa dentro di lui si incrina e crepa dopo crepa, umiliazione dopo umiliazione, si rompe, portandolo a compiere un gesto irreparabile.

Esemplificativo è  il passaggio in cui lui, solo in carcere, piange non perchè è stato arrestato, ma perchè si rende conto che alcuni di quelli che lo hanno vessato sono morti, o sfigurati, o paralizzati ma continueranno ad essere inaccessibili per lui. Un gruppo a parte, un gradino sopra.

E’ interessante come Jodi Picolut descrive i due protagonisti, mostrando come dietro l’apparente sicurezza di sè di Josie, (amata e benvoluta in tutta la scuola), si nascondano delle fragilità, di come in realtà lei e Peter siano simili, disposti a tutto pur di acquistare popolarità.

Una popolarità difficile da portare e in fondo scomoda, se porta la stessa Josie a svendere se stessa e a mentire per apparire diversa da come è in realtà, vivendo con la paura costante che la gente scopra chi sia veramente.

Dicevo, un libro che fa riflettere, che insegna a non giudicare dalle apparenze e che mostra il peso che la diversità ha nella nostra Società, dove se non sei figo, non hai il capello giusto, il giusto abbigliamento, sei out.

Interessante anche il colpo di scena finale, a dimostrazione che non è sempre tutto come sembra.

Come sempre la Picolut tratta temi scottanti in maniera magistrale e non delude.

E’ un’autrice che consiglio.

Voto: 9

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3 commenti su “Recensione: 19 minuti

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