Recensione: La luce nelle case degli altri

ImmagineAutrice: Chiara Gamberale

Editore Mondadori

Anno 2010

La giovane Maria, vivace amministratrice di condominio di Via Grotta perfetta, 315 a Roma muore prematuramente in un incidente stradale, lasciando una figlia di 6 anni e una lettera in cui rivela che il vero padre della bambina, con cui ha avuto una fugace storia d’amore, è uno dei condomini del palazzo.

La lettera viene letta durante una delle riunioni di condominio e suscita scalpore tra gli abitanti della casa. Onguno per motivi propri teme che la rivelazione possa scombinare gli equilibri della propria famiglia: chi perchè teme che Mandorla sia frutto di una relazione extraconiugale, chi perchè geloso della profonda amicizia che legava Maria al proprio compagno, sospetta che tra i due ci possa essere stato “qualcosa di più”.

Per questo motivo, dopo una rapida consultazione e dopo aver preso in considerazione e subito accantonato l’idea del DNA, i condomini decidono che cresceranno la piccola Mandorla tutti insieme, come una grande famiglia, ospitandola a turno nelle proprie case.

Si delineano così, attraverso gli occhi della bambina, che è voce narrante di questa storia, i caratteri dei vari personaggi.

C’è la Signorina Polidoro, solitaria settantenne abbandonata dai propri famigliari, che si affeziona alla bambina e vede nella sua compagnia un modo per riscattare una vita di solitudine e di pochi affetti.

Ci sono i coniugi Grò, donna in carriera lei, regista fallito lui, che si allontaneranno progressivamente con la nascita del loro bambino Lorenzo e finiranno per lasciarsi.

Ci sono i due omosessuali Paolo e Michelangelo, che insegneranno a Mandorla a crescere senza pregiudizi, spiegandole cosa significa essere “diversi” e che le parleranno della madre attraverso i ricordi dell’amicizia profonda che la legava a Michelangelo e che suscitava le gelosie di Paolo.

La coppia apparentemente male assortita Lidia e Lorenzo, che non fanno altro che litigare dalla mattina alla sera e mostreranno a Mandorla gli effetti di un amore “dipendente” e malato e infine la famiglia dei Barilla (padre, madre e due figli) apparentemente perfetta e stabile, ma che dietro alle apparenze si rivela invece piuttosto problematica.

Assisteremo quindi alla crescita di Mandorla, attraverso i rapporti e le relazioni che svilupperà con gli altri condomini della casa e vedremo come la sua continua ricerca di se stessa e il suo sentirsi diversa dagli altri in quanto “senza padre”, influenzeranno la sua crescita e il suo rapporto con i coetanei.

La vedremo fragile e riflessiva, desiderosa di prendere il posto degli oggetti di casa, pur di avere un proprio spazio e una propria identità che le facciano capire chi è e quale strada seguire; la vedremo innamorata e confusa e la accompagneremo passo passo nella sua ricerca del suo vero padre, fino alla consapevolezza finale: non è poi così importante scoprire chi sia, perchè in fondo ognuna delle persone con cui ha vissuto le ha lasciato qualcosa di sè.

Voto: 6,5

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2 commenti su “Recensione: La luce nelle case degli altri

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