Recensione: Io non soffro per amore

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Autrice: Etxebarrìa Lucìa

Editore Guanda

Anno 2007

Oggi vorrei parlarvi di un libro che ho letto la settimana scorsa e che mi è piaciuto molto perchè mi ha fornito parecchi spunti di riflessione sul mio modo di relazionarmi con gli altri.

Si parla infatti di dipendenza emotiva, di come questa influenza le nostre decisioni non solo nei sentimenti, ma un po’ in tutti i campi della nostra vita.

L’autrice analizza le possibili cause e le fa risalire all’ambiente familiare in cui siamo cresciuti, al rapporto genitore-figlio, alle mancanze vissute nell’infanzia che cerchiamo di colmare da adulti rincorrendo rapporti e persone “sbagliate”.
Fa anche un’analisi molto interessante sulle caratteristiche-tipo dell’individuo distinguendolo in varie tipologie:
– l’insicuro (a rischio di dipendenza)
– l’evitante (che attira persone insicure di cui “sfrutta” le debolezze per sentirsi più forte)
– il sicuro
e attraverso esempi pratici relativi a persone che conosce descrive il modo in cui le varie tipologie interagiscono tra di loro.
In questo modo il lettore ha modo di rendersi conto da solo se il suo modo di relazionarsi con il mondo esterno è “sano” o se rispecchia insicurezze o addirittura dipendenze e deve quindi correre ai ripari, per evitare sofferenze future.

Un altro aspetto preso in considerazione è il modo in cui la Società, i media, la televisione, influenzano il nostro modo di pensare, proponendoci modelli di comportamento falsati, poco corrispondenti alla realtà.
Film che ci mostrano che solo se sei buono, sottomesso e passivo riuscirai ad essere apprezzato dai tuoi simili, giornali che ci mostrano ideali fisici irrangiungibili ai più, che ci spingono a rincorrere la forma fisica perfetta, a cercare di assomigliare ad attori e modelli, ricorrendo in casi estremi anche alla chirurgia estetica.
Addirittura le favole che ci hanno propinato da bambini ci hanno portato a pensare che la donna debba per forza avere un ruolo passivo e sentirsi realizzata solo ed esclusivamente con un uomo (il principe azzurro) al suo fianco e se diamo troppa retta a questi messaggi subliminali, rischiamo di passare tutta la vita a cercare inconsciamente di riproporre questi ideali, sentendoci frustrati se non riusciamo a realizzarli.

L’unica parte che ho trovato un po’ noiosa è stata quella in cui l’autrice per spiegare come la televisione influenza il ns modo di comportarci, ha preso ad esempio alcune telenovelas Spagnole, addentrandosi troppo minuziosamente nei particolari.

Nel complesso ho trovato questo libro ben scritto, “educativo”, ma senza essere pesante.

Voto: 8

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2 commenti su “Recensione: Io non soffro per amore

  1. Secondo me è molto interessante ed utile, poi, cosa che non guasta, non è scritto in modo pesante, come i vari pipponi di “auto-aiuto” che si trovano in giro. E’ una lettura scorrevole.

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